sabato 5 dicembre 2015

I nomi che spiegano

                    Foto di Andrev Antonelli

Esaù ha un problema: dipende dai suoi problemi.
Qualche volta, quando è da solo a casa, chiude la porta a chiave, apre la finestra e si siede lì, davanti a tutto. Una scena simile a "L'infinito" di Leopardi e al "Mi isolo" di Chiunque.
Guarda la sua vita Esaù.
La vede sugli alberi, sui tetti, nelle strade, alle fermate degli autobus.
A stare lì, Esaù, la da vinta a tutti quelli che hanno sempre pensato che non si sarebbe potuto chiamare in nessun altro modo. Un uomo intrattabile, solo questo e niente più.
Non parla, non sogna, non gioca, non si brucia. Se ne sta su quella sedia e per qualche ora si lascia accarezzare dalla sua malattia. I telefoni squillano contemporaneamente in ogni casa intorno a lui lanciandogli segnali di collettività. Un uomo solo, però, beve soltanto dal suo bicchiere. Un uomo solo davanti alla finestra, vede soltanto la sua vita e quella di nessun altro.
La disintossicazione, lo sa bene, è un lavoro che richiede sacrificio.
"Non chiedetemi, vi prego, di lasciare questa sedia. Sono un uomo buono, un uomo gentile.
Non faccio male a nessuno da qui, lo giuro."
La finestra fa di Esaù un uomo vigliacco. Come chi ha deciso di smettere di fumare e lascia un pacchetto di sigarette nel cassetto. Come chi diventa vegetariano e toglie il prosciutto dal panino.
Se la patologia resta a portata di mano ci si sente rassicurati. Questa è la verità.
I disturbi che si eliminano senza troppa fatica sono bruscolini già sbucciati e Esaù non mangia quasi mai. Quasi niente.
Un uomo intrattabile, burbero, rude. Tutto questo è quello che vuole essere. È inutile che finga a se stesso di essere una presenza leggera. Lui da quella finestra non spiccherà mai il volo.
Resta seduto, cementato a terra, incollato con i suoi problemi a un pavimento che sotto non ha altro che pietre.
L'altra verità è che la consapevolezza (che il grande pregio dell'uomo) rischia di diventare nemica di chi ha una dipendenza. Esaù, ad esempio è un uomo intelligente e difettoso. È cosciente di avere quel problemuccio lì ma lo vuole a tutti costi tenere al riparo. È consapevole di avere un male che non vuole curare.
Guarda la sua vita Esaù e sembra così bella vista dalla sua prospettiva.
La vede ovunque, su chiunque. Sugli alberi, sui tetti, nelle strade, alle fermate degli autobus. La vede e, quando vuole, la vive.

I problemi, a volte, sono così importanti che non si può far altro che custodirli, gelosamente, scrupolosamente, furtivamente, per sempre. Su una sedia, davanti a una finestra.

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